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Aiutare i figli nell’orientamento alla scelta degli studi superiori e universitari

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Aiutare i figli a orientarsi alla fine del quinquennio della scuola superiore, o sostenerli nella scelta di un lavoro non è facile. Molto spesso ci si trova di fronte a ragazzi confusi, disorientati, demotivati e a volte scoraggiati. Il momento di passaggio dalla scuola superiore al mondo del lavoro o al mondo universitario non è semplice: una scelta sbagliata potrebbe condizionare negativamente la felicità futura. I ragazzi e le loro famiglie hanno a disposizione per orientarsi diversi fonti: le informazioni degli sportelli di orientamento, i progetti di orientamento scolastici, i consigli degli insegnanti, degli amici, ecc.. A volte ragazzi che hanno espresso molte capacità durante la frequenza della scuola superiore scelgono l’indirizzo sbagliato e cambiano corso di studi perdendo un anno prezioso. Altri si iscrivono a corsi di laurea senza convinzione che non rispecchiano i loro desideri e potenzialità. Come genitori possiamo aiutare veramente i nostri figli? Che tipo di comportamento è meglio tenere? Esiste un metodo per aiutarli nella scelta tenendo in considerazione le loro inclinazioni e le loro potenzialità?

Affrontare le problematiche scolastiche, potenziando la motivazione e il metodo di studio dei figli

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L’espressione “disagio scolastico” indica una condizione di disagio che si manifesta appunto soprattutto all’interno della vita scolastica sul piano relazionale, comportamentale, degli apprendimenti ma non necessariamente riconducibile a specifiche cause di tipo psicopatologico.

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Aiutare i figli nell’uso consapevole e sano dei social network

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Essere genitori è difficile, tanto più in un'epoca in cui i social media possono essere fonte di confusione, soprattutto perché alcuni si ritrovano a dover dare consigli ai figli su mezzi e spazi che loro stessi non conoscono. È facile avere paura di ciò che è nuovo e puntare il dito sulla tecnologia, ma facendo così i genitori spesso perdono di mira i problemi sociali di fondo che i loro figli stanno cercando di affrontare. Come sopravvivere all'adolescenza 2.0?

Ecco dieci preziosi consigli per aiutare i genitori ad affrontare con serenità la questione..

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La comunicazione tra genitori e figli

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Nella nostra vita la cominicazione riveste un ruolo fondamentale. Essa può essere vista sia come semplice trasmissione di informazioni da un soggetto (detto emittente) ad un altro (detto ricevente), sia come condivisione di significati, emozioni e sentimenti; nel primo caso l'accento viene posto sul trasferimento di informazione, nel secondo caso sulla relazione tra emittente e ricevente. Occorre sottolineare che l'informazione di per sé non può mai essere veramente obiettiva e neutrale; piuttosto, essa deve essere vista come unilaterale e soggettiva in quanto volta ad influenzare i comportamenti del ricevente.

Comprendere meglio ed affrontare le problematiche tipiche dell’adolescenza

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L’adolescenza, dal latino “adolescere” che significa “crescere”, è la fase della vita durante la quale l’individuo conquista le abilità e le competenze necessarie ad assumersi le responsabilità relative al futuro stato di adulto e si conclude con l’avvento di quest’ultimo. Questo periodo di transizione dallo stato di bambino a quello di giovane adulto prevede una costante evoluzione e continue trasformazioni che spesso, dall’esterno, vengono scambiate per volubilità, instabilità, squilibrio. In questo momento della vita gli interrogativi e i dubbi su di sè, le trasformazioni del proprio corpo, i conflitti con i genitori rappresentano dei momenti di passaggio che possono non costituire una patologia. I rapidi e consistenti cambiamenti causano una fase di disequilibrio in cui tutto viene rimesso in discussione. Si potrebbe osservare che cambiamenti così rapidi non sono caratteristici esclusivamente di questa fase della vita, per esempio nell’infanzia l’evoluzione somatica e mentale raggiungono ritmi particolarmente elevati, ma in adolescenza, il ragazzo o la ragazza sono spettatori consapevoli delle mutazioni che li riguardano e sono perciò impegnati in un difficile processo di attribuzione di senso a quello che sta loro accadendo.

Potenziare l’impegno e il compito educativo dei genitori

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L'educazione ci riguarda tutti, perché in noi essere umani, in ciascuno di noi, c'è una legge specifica e originale, che supera di molto la legge della naturalità e della ripetitività che contraddistingue gli altri esseri viventi, per i quali invece tutto si ripete. Uscire dalla naturalità ed entrare nella dimensione più autentica dell'umanità significa renderci conto che siamo costituiti dalla legge del miglioramento, porre a noi stessi, in profondità e con solennità, la questione: come posso migliorare, come migliorare l'altro, come migliorare la mia famiglia, la comunità in cui sono inserito, come migliorare il mio mondo.

Allora l'educazione, che è proprio questo andare verso il meglio, fa parte della natura umana, della nostra costituzione genetica, del nostro DNA, e proprio per questo essa diventa  dovere ontologico, che riguarda il nostro essere: il dovere ontologico di educarci e di essere educati, al quale corrisponde, di conseguenza, il diritto ontologico di essere educati e di educare. La vita, insomma, ci impegna a migliorare noi stessi con intenzionalità e con responsabilità. In tal senso il nostro obiettivo non è quello di essere o diventare? genitori perfetti? (i genitori perfetti non esistono?) ma quello di essere genitori che desiderano migliorare?

Calma e pazienza due elementi fondamentali

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Volete una piccola guida per superare i problemi famigliari? Vi sono delle situazioni che possono venire a crearsi  per incomprensioni o piccole liti che durante le feste rischiano di crescere a dismisura a causa della promiscuità che si viene a creare. Come fare per passare le feste senza troppi problemi?

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