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Ansia e stress: sintomi e cause

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L’ansia e lo stress sono i responsabili dell’80% delle malattie in tutto il mondo. Ma quali sono i disturbi che provocano l’ansia e lo stress? Quanto incidono le emozioni? Cosa sono le malattie da stress? Si può valutare il nostro stato di ansia e di stress? Esistono dei rimedi efficaci per riportare in equilibrio il nostro stato psicofisico?

L’ansia è una emozione naturale e si genera in risposta allo stress il quale ci anticipa una percezione di un pericolo imminente prima ancora che sia manifesto, spingendoci a cercare di identificarlo per darci il modo di affrontarlo nella maniera più adeguata, oppure ci spinge ad evitarlo e di darci alla fuga.

L’ansia è una emozione fondamentale e del tutto spontanea che serve a proteggerci dalle minacce esterne preparandoci all’azione migliore: questa è l’ansia buona che ci permette di portare a termine compiti che non ci procurano molto entusiasmo (studiare qualche argomento che non ci interessa ecc.).

Nel nostro centro, ma soprattutto in questi ultimi anni l’ansia e lo stress occupano il primo posto.

Chiaramente non possiamo non contemplarli insieme, perchè chi è ansioso e anche molto stressato e crea un circolo vizioso pericoloso , ed è per questo che l’argomento li contempla entrambi.

Ansia e stress vanno a braccetto, la riduzione dell’ansia riduce anche lo stress e viceversa, senza un aiuto di riequilibrio la situazione non può che peggiorare.

Cos’è l’ansia e quali disturbi provoca
Le varie sensazioni per lo più spiacevoli si presentano come il sentirsi soffocare, stretti in una morsa, timore, paura, apprensione, preoccupazione; non riuscire ad avere il controllo delle situazioni… la persona può provare frustazione e disperazione quando non riesce a trovare la soluzione in tempi brevi.

Ansia e stress si presentano quando l’individuo sente che il proprio equilibrio è minacciato, che le sue risorse sono insufficienti e che non riesce ad adattarsi a una situazione.

Lo stress può essere scatenato da eventi esterni o da uno smarrimento interiore, in funzione della sensibilità dei cinque sensi dell’individuo.

Per esempio, nella spasmofilia (un’alterazione della permeabilità delle membrane cellulari dove si devono inserire degli integratori di calcio, magnesio, zinco e vitamina D oltre che ai sali minerali, che l’organismo perde facilmente) il senso più disturbato è l’olfatto (in relazione alla famiglia polmoni-colon), e tale squilibrio si ripercuote sull’equilibrio del sistema immunitario.

Gli agenti di stress (stressori:stimoli nocivi o dolorosi), che possono essere transitori o permanenti, agiscono su un terreno che si modifica nel tempo.

La risposta allo stress si manifesta con una reazione emozionale modulata dai circuiti cognitivi più esacerbati.

Come abbiamo affermato in precedenza, gli individui attivano comportamenti ormonali differenti che coinvolgono organi specifici: essi possono reagire in modo aggressivo o al contrario apatico, con grande emotività o con timore.

L’ipereccitabilità, tipica della spasmofilia, si manifesta su un “terreno” favorevole ai disturbi metabolici e soprattutto agli squilibri a livello del calcio e del magnesio, zinco e di sali minerali che l’organismo perde facilmente.

Un “terreno” stressato coinvolge diverse parti del sistema neuroendocrino, tra cui l’asse ipotalamoipofisario, che stimola direttamente il surrene scatenando una secrezione di adrenalina e di cortisolo che deprime il sistema immunitario.

Se gli stressori sono particolarmente intensi e prolungati, l’organismo attraversa diverse fasi:

fase di allarme, in cui avvengono modificazioni biochimiche e ormonali di adattamento immediato;
fase di resistenza, in cui l’organismo si organizza per proteggere la propria integrità;
fase di decompensazione, in cui si verifica l’abbassamento delle difese e l’incapacità da parte del corpo di mantenere l’omeostasi .
Durante questa ultima fase, si osserva una persistenza dello stato patologico di stress che si manifesta attraverso molti sintomi: affaticamento, pesantezza delle membra, insonnia, crampi, modificazione delle percezioni sensoriali, abbassamento delle difese immunitarie, emicranie, ansia, tachicardia, apatia, depressione e cosi via.

II ricostituenti, gli psicotropi (farmaci antidepressivi, benzodiazapine) e la sospensione dell’attività lavorativa, rappresentano i rimedi abituali della medicina tradizionale.

Ogni dolore è in rapporto con una disfunzione organica specifica, quindi il dolore ad un ginocchio non ha la stessa origine di un dolore alla caviglia.

La soluzione terapeutica può essere la prescrizione di un antalgico (antiinfiammatorio), che però agisce soltanto sul sintomo ma non sulla causa.

Da diversi anni le ricerche effettuate hanno permesso di stabilire una mappa sulla relazione che intercorre tra i sintomi e i circuiti di comunicazione disturbati: ogni segnale diventa allora un fattore importante per individuare il senso danneggiato, un indizio per comprendere gli squilibri organici in relazione con il metabolismo della persona e della sua chimica personale.

Quali sono i disturbi d’ansia e stress e le somatizzazioni a livello psicofisico
Viene definita ansia generalizzata , questo tipo di ansia è uno “stato di tensione” diffuso e persistente, privo dei momenti di crisi come negli attacchi di panico ma caratterizzato da un malessere generale psicologico-corporeo perdurante anche per molto tempo (mesi o anni).

I possibili sintomi dell’ansia generalizzata sono stati raggruppati in quattro categorie, vediamoli tenendo presente che è raro il loro comparire insieme:

Tensione motoria , evidenziata da tremori, dolori muscolari, incapacità a stare fermi e a rilassarsi, tremori delle palpebre, facile affaticabilità.
Iperattività vegetativa (che interessa quella parte del sistema nervoso non controllabile dalla volontà): i sintomi sono tachicardia, vertigini, bocca secca, sudorazione aumentata, formicolii alle mani e ai piedi, difficoltà digestive, sensazione di caldo e di freddo improvvisa, nodo in gola, difficoltà a deglutire, aumento della respirazione, mani fredde e umide, diarrea, sensazione di “testa vuota” o “leggera”, nodo alla bocca dello stomaco.
Stato psicologico di attesa , caratterizzato da paura, rimuginazioni, aspettativa di eventi spiacevoli o tragici per sé e per le persone care.
Vigilanza mentale , connotata da iperattenzione che paradossalmente diventa distrazione, difficoltà di concentrazione e memoria, impazienza e irritabilità.
L’ansia generalizzata, come si intuisce, è un disturbo che spesso limita di molto le prestazioni e la produttività e in genrale la qualità della vita di una persona, e le complicazioni possono essere: una sindrome depressiva a causa dell’incapacità di vivere una vita serena; l’abuso di alcool perché questa sostanza “seda” lo stato ansioso; l’abuso di farmaci ansiolitici .

Il sintomo ansia e i tre aspetti su: fisico-psichico-neurovegetativo
Il sintomo d’ansia è molto complesso poichè trae le sue origini da fatti individuali, famigliari, genetici e in via generale, dagli eventi della vita.

Il sintomo ansia ha essenzialmente tre aspetti:uno fisico, uno psichico, e uno neurovegetativo.

Sintomi psichici
Sensazione di apprensione, paura, terrore, inquietudine, irritabilità, difficoltà di concentrazione e di attenzione, pessimismo, sfiducia in se stessi e nelle proprie capacità, stato di preoccupazione continua ed ingiustificata, sensazione di pericolo, di mente confusa, insonnia, reattività eccessiva al minimo stimolo.

Sintomi fisici
Crampi allo stomaco, disturbi intestinali, respiro affannoso, tremori, giramenti di testa, tensioni e dolori muscolari, voce tremula, rossore del viso, stanchezza.

Sintomi neurovegetativi
Senso di soffocamento, fiato corto, palpitazioni e aumento del battito cardiaco, aumento della pressione arteriosa, sudorazione, mani fredde o sudate, modificazioni salivari e bocca asciutta, vertigini, nausea, diarrea, senso di sbandamento, vampate di calore o di freddo improvvisi, bisogno di urinare spesso, etc.

L’ansia causa una diminuzione dei pensieri, della concentrazione e dell’attenzione, generando dei blocchi energetici, impedendoci di pensare a come risolvere efficacemente le situazioni.

In realtà , non è un vero proprio blocco: quando siamo in uno stato ansioso, così come respiriamo più velocemente, pensiamo anche più velocemente; il fatto negativo è che ci focalizziamo solo sul problema, rivedendolo, rivisitandolo, cosicché l’unica via d’uscita che troviamo è la FUGA.

Le persone ansiose sopravvalutano il potenziale dannoso e pericoloso degli eventi e sottovalutano la loro capacità di poterli fronteggiare e risolvere .

Dato che la persona ansiosa è portata a cercare una vita d’uscita, ogni volta che in futuro sorgerà un nuovo attacco ansioso, la ricomparsa di quel comportamento di fuga che ha funzionato in passato sarà sempre la via preferenziale.

Quali sono le cause dell’ansia
Alcune malattie come quelle della tiroide, per esempio, possono causare ansia.

Tuttavia la vera sindrome da ansia generalizzata non ha alcuna disfunzione organica documentabile .

Purtroppo non sono stati ancora identificati i meccanismi che causano la malattia e le vie di ricerca sono orientate, come negli attacchi di panico, a individuare quali sostanze appartenenti al cervello si comportano come “ansiogene” cioè generatrici di ansia.

I farmaci prescritti per questa sindrome dai medici (con cautela, vista la possibilità di provocare dipendenza e abuso, oltre a spiacevoli effetti collaterali) sono le benzodiazepine, cioè i cosiddetti ansiolitici.

Cos’è lo stress
Per stress si intende in questo caso non tanto quel complesso di fattori caratteristici della vita moderna che causano continua tensione e preoccupazione, quanto piuttosto uno o più eventi traumatici di tipo personale, come violenze, lutti, rapine oppure di tipo collettivo come terremoti e disastri naturali .

Queste esperienze possono causare un turbamento psichico sia di natura acuta, cioè immediatamente dopo l’evento, sia di tipo cronico, cioè a mesi – e per mesi- di distanza.

I sintomi sono: ricordi e sogni ripetitivi della situazione traumatica; stato psicologico di “allarme” sensi di colpa ingiustificabili; disturbi del sonno; difficoltà di memoria e di attenzione; l’evitare attività che risvegliano il ricordo dell’evento; azioni o sensazioni improvvise come se l’evento dovesse ripetersi per associazione con stimoli ambientali o con un ricordo.

Ansia generalizzata, depressione, alcolismo, disadattamento sociale, abuso di farmaci, sono tutte possibili complicazioni dell’ansia da stress e la terapia è, in genere, farmacologica, a base di ansiolitici e di antidepressivi, associati a cicli di psicoterapia di tipo comportamentale e di sostegno psicosociale.

Ansia, stress: gli effetti sul sistema nervoso autonomo
Come è possibile che l’ansia, oltre ai sintomi psicologici descritti, si sveli anche attraverso molti sintomi di tipo organico?

La risposta sta nel risultato di ricerche sul sistema nervoso umano e i suoi collegamenti con comportamenti psicologici.

Per l’equilibrio di numerose funzioni del corpo di fronte ai molteplici stimoli dell’ambiente, il sistema nervoso autonomo riveste una grande importanza: si tratta di un sistema che agisce appunto autonomamente, cioè senza il controllo volontario e senza che l’individuo ne sia consapevole .

A livello del corpo, a esclusione del cervello, il sistema si divide in due parti: sistema simpatico e parasimpatico.

Ambedue si collegano a molti organi del corpo (cuore, vasi sanguigni, muscoli bronchiali e polmonari, stomaco, intestino, organi sessuali maschili, tutte le ghiandole, vescica urinaria, pelle) agendo su di loro in modo sinergico per assicurarne sempre la migliore funzionalità di fronte a qualsiasi stimolazione ambientale.

In particolare: il sistema simpatico produce risposte negli organi che preparano all’attività (o all’emergenza) provocando, per esempio, l’aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della glicemia (zuccheri nel sangue) e, più in generale, l’aumento dell’attivazione e della disponibilità di energia.

Il sistema parasimpatico, invece, produce, a livello degli stessi organi, modificazioni generalmente in direzione opposta.

La funzionalità dei due sistemi viene modulata da centri nervosi posti nel cervello, vera e propria centrale di comando operativa e analizzatore delle esigenze di tutto il corpo (ricordiamo: senza la volontà) .

Negli ultimi anni si è dimostrato che i centri sopra citati sono influenzati direttamente da una particolare zona del cervello denominata sistema limbico che ha la funzione di attivare e manifestare le emozioni.

Dunque a ogni emozione non corrisponde solo una reattività affettiva e comportamentale ma anche una risposta da parte degli organi del corpo mediata, appunto, dal sistema nervoso autonomo.

Ecco quindi perché in concomitanza con l’angoscia e il terrore – riferiti da chi soffre di attacchi di panico, oppure con lo stato di tensione diffuso e persistente di chi presenta ansia generalizzata -, si manifestano anche sintomi apparentemente solo corporei come palpitazioni, nodo in gola, tremori, vertigini, formicolii alle mani e ai piedi, difficoltà digestive.

Tutto ciò ha portato allora a considerare l’ansia il disturbo psicologico più corporeo che ci sia e a stimolare ricerche per la migliore comprensione di tutte quelle malattie a tutt’oggi definite psicosomatiche (come la gastrite, la colite, la psoriasi…) nelle quali l’ansia (insieme a problemi psicologici di cui il paziente è più o meno consapevole) sembra giocare un ruolo fondamentale.

Ansia e stress possono degenerare in malattia?
Purtroppo sì…

È ampiamente dimostrato, infatti, che le emozioni, che sono la prima risposta agli stimoli ambientali, condizionano non solo i processi razionali, ma agiscono, modificandoli, sui sistemi neuroendocrino e immunitario, i quali sono responsabili del benessere, quanto dell’insorgenza di malattie.

Lo stress, quindi, può produrre in ognuno di noi un danno psicofisico non trascurabile, definito “danno biologico secondario”, poichè comporta un’alterazione dell’equilibrio del sistema endocrino, con conseguente scorretta produzione dei neurotrasmettitori e lo sviluppo di malattie psicosomatiche .

Ma lo stress è una condizione personale, che dipende dalla capacità di risposta del proprio organismo e dal tipo di eventi scatenanti.

Il nostro cervello, infatti, non è una struttura rigida che reagisce in modo determinato ai processi a cui presiede, ma modifica la propria struttura neurale, con conseguente ripercussione sui sistemi endocrino ed immunitario, a seconda degli stimoli ambientali, che, se positivi garantiscono la condizione di salute e se, invece, negativi favoriscono l’insorgenza delle malattia.

Fortunatamente esistono dei metodi possibili di prevenzione dello stress che possono ridurre i danni che esso produce sull’organismo.

Infatti, grazie alla plasticità del nostro cervello possiamo combattere le malattie intervenendo sul nostro stile di vita, ma quando dallo stress non riusciamo a sottrarci, a quali malattie specifiche possiamo andare incontro?

Numerosi studi ci consentono, purtroppo, di affermare che lo stress aumenta il rischio di un attacco cardiaco .

Le malattie cardiovascolari sono la seconda causa di mortalità in tutti i paesi occidentali e hanno mostrato una generale tendenza all’aumento dall’inizio del secolo fino ad oggi.

Si ritiene che, accanto ai tradizionali fattori di rischio, i fattori di tipo emozionale, in gran parte collegabili a condizioni di stress cronico, siano responsabili di questo aumento di mortalità.

La ricerca degli ultimi anni ha dimostrato che stati emozionali come l’ansia, l’ostilità e l’aggressività o particolari stili comportamentali possono considerarsi come potenti fattori di rischio coronarico, soprattutto se associati a una concentrazione di eventi stressanti esistenziali.

 

Letto 144 volte Ultima modifica il Martedì, 27 Settembre 2016 21:47
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